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Vi racconto cosa stiamo facendo per il superamento del Camping River, uno dei cosiddetti “campi nomadi” nato oltre dieci anni fa e in cui tutt’oggi vivono tra adulti e minori oltre 400 persone di nazionalita’ romena ed ex Yugoslava.

Ieri, 15 giugno, era l’ultimo giorno disponibile per liberare i moduli abitativi di Roma Capitale presso l’insediamento in via Tenuta Piccirilli 201.
Da quasi un anno, coerentemente con il ‘Piano di Indirizzo di Roma Capitale per l’inclusione delle Popolazioni Rom, Sinti e Caminanti (RSC)’, gli abitanti del campo sono stati costantemente seguiti dagli operatori sociali di Roma Capitale per facilitarne l’accesso alle misure di accompagnamento alla fuoriuscita dal campo. Si tratta di aiuti per la ricerca di soluzioni abitative autonome con l’estensione da due a tre anni della durata delle misure di sostegno, possibilità di pagamento diretto del canone di locazione ai proprietari, ospitalità in famiglia presso terzi privati, ristrutturazioni di immobili privati, contributi per il rientro volontario assistito nel Paese d’origine, facilitazioni per l’iscrizione anagrafica dei cittadini comunitari. Strumenti che si aggiungono all’opportunità fornita in caso di difficoltà nel reperimento degli alloggi, di fare ricorso a strutture ricettive temporanee, regolarmente autorizzate, anche site al di fuori del territorio di Roma Capitale, per un massimo di sei mesi.

Nonostante questo ampio e articolato quadro di opportunità e strumenti messi a disposizione, buona parte delle persone ha scelto fino ad oggi di continuare a permanere abusivamente presso l’area di via Tenuta Piccirilli e di occupare senza titolo un modulo abitativo di proprietà comunale. Inclusione e accoglienza non possono mai coesistere e integrarsi con quell’assistenzialismo che stiamo archiviando dopo anni di speculazioni sulla pelle delle persone più deboli e più fragili.
Ricordiamo che il Piano per il superamento dei campi rom è l’unico mai presentato e adottato da una Giunta capitolina. Non esistono testi alternativi oppure sostitutivi, ma solo quello approvato dagli “incapaci” del M5S.

Intendiamo conciliare inclusione e rispetto delle regole, perché non può esistere accoglienza senza legalità.
Stiamo ripristinando una cultura dei diritti incentrata sul rispetto delle regole. Senza legalità, non può esistere giustizia sociale.
Sulla base di questo principio, offriremo tramite la Sala operativa sociale l’inserimento presso il circuito di accoglienza capitolino a tutte le persone, in condizioni di fragilità e di vulnerabilità, che dovranno liberare i moduli. Si tratta di strutture che garantiscono vitto, alloggio, servizi di segretariato sociale e mediazione culturale, consulenza nella ricerca di un’occupazione e assistenza sanitaria.

Per le persone che si trovano presso l’area di via Tenuta Piccirilli c’è ancora la possibilità di aderire al Piano per il superamento dei campi. Un Piano che recepisce e attua i principi delle Strategie di Inclusione Rom e le arricchisce di nuovi contenuti e di una metodologia ancora più partecipativa, essendo basata su un approccio One-to-One.

Lanciamo quindi un appello: collaborate e lasciatevi accompagnare nell’inserimento all’interno di un percorso che migliorerà profondamente la qualità delle vostre vite.

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